Funghi teramani – Raccolta, normative, specie di Funghi

Un territorio unico per dei funghi unici

Nel suggestivo panorama appenninico che attraversa l’Abruzzo, in provincia di Teramo, in pieno Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, fra splendidi faggi e abeti trova terreno fertile un sottobosco ricco di flora e fauna uniche nel loro genere. Qui i funghi spuntano in varietà prelibate capaci di riunire ogni anno numerosi esperti micologi, appassionati o semplici intenditori e golosi, pronti a dedicarsi ad una ricerca di funghi vivace ed entusiasmante.
Qui è possibile trovare i celebri funghi teramani, ossia della provincia di Teramo, ricchi di varietà e aromi unici, simili solo da quelli della vicina Marsica.

Ciò che rende speciale questi luoghi è il particolare microclima, non più mediterraneo ma nettamente montano, capace di creare fra vette e zone collinari il letto perfetto per favorire lo sviluppo di una notevole varietà di eccellenti funghi.

La peculiare località di Ceppo

Una delle zone più conosciute e apprezzate dagli appassionati è Ceppo, una località emblematica del teramano per la raccolta dei funghi. Ceppo, nel comune di Rocca Santa Maria, vanta ampi boschi e praterie fra cui spicca in particolare il Bosco Martese, uno dei punti ideali in cui iniziare la ricerca.

Qui il microclima è unico e la presenza di funghi eccellenti è densa e ricca di occasioni. Oltre ai funghi si può anche godere di un panorama mozzafiato in un ambiente incontaminato, che contribuisce ulteriormente a garantire con la sua aria pulita, un fondale perfetto per la crescita di funghi sani e gustosi. Se si amano i funghi ed il clima alpino, una bella gita a Ceppo è un’esperienza da ripetere praticamente in ogni stagione!

La raccolta è regolata da normative specifiche sia per i residenti in Abruzzo che per i non residenti, e i dettagli e moduli del caso possono essere reperiti sul sito ufficiale del Comune di Rocca Santa Maria.

Le normative del comune che regolano la raccolta dei funghi teremani

Come in molte altre regioni d’Italia per poter raccogliere i funghi teramani in libertà e soprattutto in sicurezza, bisogna essere in possesso di un regolare tesserino. Questo non è altro che l’Autorizzazione alla raccolta dei funghi epigei spontanei della regione Abruzzo. Per poterlo richiedere è necessario possedere l’attestato di aggiornamento/idoneità alla raccolta, e aver versato il contributo annuale di 30 euro alla Provincia di Teramo. Dal versamento del contributo sono esentati solo coloro che hanno più di 65 anni.

Per i non residenti in Abruzzo invece, oltre a possedere il tesserino di autorizzazione alla raccolta della propria regione, è necessario fare domande per un permesso temporaneo alla regione. Anche in questo caso il modulo è disponibile sul sito ufficiale del Comune di Rocca Santa Maria. I non residenti sono tenuti a versare una quota che varia a seconda dei giorni consecutivi di raccolta concessi dall’autorizzazione, che vanno da uno, tre, sette o trenta giorni.

Questi accorgimenti consentono una raccolta più corretta, moderata e regolata, che non vada a danneggiare questo splendido patrimonio.

Quali sono i funghi commestibili è dove è possibile trovarli

Ma venendo finalmente ai funghi, le varietà più ricercate e pregiate sono essenzialmente sei, sebbene le possibilità di trovare tanti sapori particolari siano ben più estese.
In questi territori è bene prestare attenzione all’autoctono Mycena renati f. alba, un fungo non commestibile scoperto per la prima volta proprio a Ceppo.

Fra i sei grandi classici tipi di funghi invece decisamente commestibili è possibile trovare:

  • Porcini doc e porcino reale
  • Chiodini
  • Ovuli
  • Pioppini
  • Pleurotus
  • Prataioli
  1. I Porcini specialmente in autunno sono senza dubbio fra i più pregiati e apprezzati funghi teramani doc. Questo grazie al loro aroma unico e particolarmente intenso, che li rende perfetti come protagonisti di numerosissime ricette. Fra le numerose specie di porcini di rilievo spiccano esemplari come il Boletus aerus o il porcino reale, dal caratteristico cappello rosso fragola e la base gialla.
  2. I chiodini invece, o caldarelle, particolarmente apprezzate nella raccolta di metà autunno o Novembre, sono i funghi con cui si chiude solitamente la stagione di raccolta. La raccolta e trattamento di questi funghi richiede un minimo di esperienza, in quanto risultano naturalmente tossici ma è possibile renderli innocui scartandone i gambi e l’acqua della prima cottura con cui farli bollire. Deliziosi per conserve sott’olio che durino per tutto l’inverno.
  3. Gli ovuli, o Amanita Caesarea, sono funghi invece molto versatili. Dal sapore delicato e la grande versatilità in cucina, hanno una consistenza fragile e morbida tanto che è possibile consumarli persino da crudi in fettine sottili. Non si tratta di funghi pregiati come i porcini, ma sicuramente molto amati e gradevoli.
  4. I funghi pioppini sono teremani invece sono piccoli e saporiti, ideali cotti e nelle conserve sott’olio. Di forma allungata e sottile, dalla cima bruna e i gambi chiari, hanno un profumo intenso e particolare, diverso da qualsiasi altro fungo. Proprio da cotti sono capaci di sprigionare tutto il loro aroma, restituendo ai piatti sapori unici.
  5. Il pleurotus, forse una delle varietà di  teremani più comuni in diverse aree, si trovano facilmente fra quelli teramani. Di grandi dimensioni e dal sapore intenso e dolce, si prestano perfettamente a reggere cotture alla piastra o arrosto. In media il cappello può raggiungere e superare i venti centimetri circa, fattore che ne rende la preparazione ancora più versatile e comoda in cucina.
  6. I prataioli infine sono un altro grande classico, conosciuto anche nella loro più celebre variante di Champignon. Tipico delle distese dei campi, facile da trovare in questi territori, ha un cappello tondeggiante ben unito al suo gambo. Dal gusto dolce, adatti a numerose ricette e ad andare tranquillamente in cottura, sono molto versatili.

Il periodo ideale per la raccolta dei funghi teramani e qualche accorgimento importante

Ogni fungo e le relative specie hanno periodi peculiari unici in cui dedicarsi alla relativa raccolta. Le stagioni più indicate tuttavia rimangono quelle fresche ed umide di primavera e autunno. In questi periodi è possibile sperare di trovare in particolare le specie più pregiate. Alcuni eventi climatici particolari possono però rischiare di rovinare la crescita di determinati funghi, quindi prima di procedere con la raccolta è bene tenere d’occhio il meteo per i giorni antecedenti alla data prescelta, tanto quanto i giorni della raccolta stessa.

Da tenere sempre a mente, qualsiasi periodo si scelga per andare a funghi, che la ASL mette a disposizione costantemente un servizio di riconoscimento dei funghi raccolti. Questo essenziale accorgimento aiuta il raccoglitore ad evitare rischi anche seri legati all’accidentale prelievo di funghi tossici o non commestibili. Sottovalutare le intossicazioni da funghi è un errore grave che può costare diversi giorni di ricovero o avere anche conseguenze fatali. Meglio fermarsi dunque a farli controllare prima di portarsi a casa il bottino della propria caccia.

I funghi nella cucina abruzzese

Ovviamente i funghi sono protagonisti della cucina teramana da parecchi anni, con piatti, conserve e funghi essiccati d’eccellenza che ben si sposano anche ad altri particolari prodotti locali e alla selvaggina.

Se dopo una bella raccolta si desidera provare qualcosa di tipico, fra gli antipasti o i contorni sfiziosi è possibile realizzare i funghi all’abruzzese. Questa ricetta ha una preparazione facile e pochi ingredienti come burro e prezzemolo, capaci di dar valore al sapore naturalmente intenso dei porcini.

Se invece è un primo ad intrigare, la pasta all’abbruzzese con funghi, che unisce porcini e fiori di zucca è un’ottima soluzione. Per i secondi sarà sufficiente abbinare funghi come i pleurotus ad arrosti di carne o anche da soli, conditi con sale, pepe, olio e qualche fettina di aglio.

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